Scienza ed assolutismo: il paranormale che non c’è

Vorrei aprire su queste pagine un nuovo filone di dibattito, che riguarda i rapporti tra la scienza ufficiale e i possibili approcci di tipo diverso nello studio dei fenomeni naturali, incluso lo sconfinato mondo del corpo umano.
Voglio tutt’altro che contestare la scienza ed i suoi contenuti, essendo io stesso uomo di scienza (sono un geologo che ha lavorato per anni nella ricerca universitaria). Vorrei tuttavia evidenziare l’impronta spesso assolutistica di alcune affermazioni, che molto poco si sposano con la passione per la pura curiosità e la sperimentazione che dovrebbe caratterizzare l’approccio scientifico verso la realtà. Vorrei anche relativizzarne il campo di azione.
Il discorso sugli assolutismi è importante per distinguere ciò che è scienza (sperimentazione, empirismo, relativismo) da ciò che non lo è (verità assoluta).

Va detto innanzitutto che il campo dell’impossibile o addirittura dell’impensabile, spesso è passato alla realtà. La fantascienza ha in molti casi raggiunto la scienza in un inseguimento continuo, e questa è la cosa più bella che può accadere. Perché vuol dire che un uomo di scienza può anche sognare ed inseguire a pieno titolo i propri sogni, nella speranza che ciò che altri non vedono nemmeno diventi osservabile.

Orbene, gli assolutismi di cui volevo parlare spesso provengono dai portavoce di alcune associazioni private: a me sembrano eccessivi, e non solo nella forma. E’ il caso, ad esempio, del CICAP, una Associazione che magari giustamente si batte per diffonde la razionalità del pensiero scientifico e contrapporla ai cosiddetti millantatori. Nel momento in cui trovo una loro pagina che si dilunga a parlare di alcuni aspetti del mondo damanhuriano, immagino che possa trattarsi di una controprova. Invece scopro che non è così e che l’autore espone dei concetti un po’ per partito preso. Lo vedo dalla gratuità e dell’assolutismo di alcune affermazioni. Come la seguente, a riguardo delle medicine alternative damanhuriane (Articoli :: Medicine alternative :: La Voce Scettica 9) [http://www.cicap.org].

Affermazioni gratuite :

“Per quanto si tratti di concetti vagamente scientifici, non hanno alcun significato preciso, e fanno esclusivamente riferimento a nebulosi principi della filosofia New Age che non hanno alcun fondamento.”

Una serena replica

1 – I nebulosi principi della relatività
Osservo innanzitutto che la contestazione è di tipo filosofico. Se vogliamo soffermarci su principi come questi, io mi sento di offrire il mio punto di vista.
Nessuna cosa possiede -di per sé- un significato: è l’uomo che attribuisce dei significati alle cose. Questo conferimento di significati può avvenire o meno, ed a vari livelli di profondità. Come individui, possiamo dare un significato ad una cosa che prima per noi non aveva, ed allo stesso modo possiamo toglierlo. Comunemente si dice infatti “quella cosa per me ha perso di significato”, ma magari per altri continua ad averla.
Nessun pensiero scientifico o anche filosofico possiede delle fondamenta di qualche tipo che non siano dei postulati o degli assiomi, neppure la matematica e la geometria. Scienze come la chimica, la fisica e la biologia si basano su assunti incontestabili ma indimostrabili, e giungono comunque ad elaborare teorie, non giungono alla verità. Anche ciò che consideriamo verità è da considerarsi sempre in modo relativo. Certo, un grattacielo possiede delle fondamenta molto solide e concrete, cioè vere e ben progettate. Ma questo non impedisce che un terremoto, o una frana, o un aereo che si schianti contro, non possa buttarlo giù in un attimo. In quel caso dovremmo dire che quelle fondamenta erano utili e ben fatte, ma non avevano una potenza (o una verità o validità) assoluta.
Ciò che viene definito dal CICAP come “nebulosi principi”, secondo l’esperienza personale del sottoscritto e di molti altri individui e gruppi di ricerca interiore possiede un senso molto bello, ampio, ed anche ben connotato. Costituiscono un punto di arrivo relativo, non un principio; e solo chi ha fatto un determinato percorso di esperienze può comprenderli. Togliere verità alle conquiste di ciascuno significa -oggi più che mai- fare un discorso oscurantista. Vorrebbe dire che c’è qualcuno che ci sta dicendo come dobbiamo “pensare correttamente”. Ciò può essere vero solo per ambiti molto ristretti, ma l’esperienza umana è sconfinata.
L’oceano delle esperienze è fatto anche di ondate che sono di tipo relazionale, e non strettamente razionali: chi le rifiuta per partito preso rimarrà confinato in una serie limitata di paradigmi precostituiti. Ma è naturale per tutto il resto del mondo, per ogni esperienza umana che può essere fatta o non fatta. Una affermazione come quella suddetta presuppone che tutti dobbiamo pensare nello stesso modo, accettare delle cose come verità e respingerne altre come falsità. Allora, io ritengo che in quell’istante saremmo davvero manipolati.
Trovo invece strano che ci sia sempre qualcuno che si preoccupa di come le persone, gli altri, devono “correttamente pensare, secondo determinati principi e determinate fondamenta”. Si tratta appunto di fondamentalismi. In molti casi questi fondamentalismi difendono, come vedremo, un mercato, una corporazione, o una tipologia di carriera.

[continua…]